Riflesso di un uomo morto

Olio su tela di juta (180×130 cm)

Reinterpretazione del mito di Diana e Orione di Daniel Seiter

Nel dipinto l’artista viennese riporta sulla tela il mito di Diana e Orione raccontando la versione romana. Rappresenta la scena in cui la dea cerca vanamente di rianimare il suo amato e rivolge il dardo fatale al fratello Apollo che le aveva teso una trappola, poiché contrariato dall’amore che sua sorella provava per il mortale Orione. Essendo che esistono due versioni del mito, io ho voluto provare a rappresentare la versione greca. La storia racconta di Orione, un gigante cacciatore di estrema bellezza, che usciva di notte accompagnato dal suo fedele segugio, Sirio, in cerca di prede. La dea, che con lui condivideva molte battute di caccia, se ne invaghì perdutamente. Si fece avanti con delle proposte, da lui però rifiutate, per via della fedeltà ad Eos, la dea dell’alba, alla quale era eternamente grato per avergli ridonato la vista, in cambio del matrimonio. Inizialmente Artemide fu stupita, ammirò l’insolito gesto di fedeltà dell’uomo e sconfortata si fece da parte. Quando però venne a scoprire che Orione aveva molestato le sette Pleiadi, figlie di Atlante e Pleione, la dea fu accecata dall’ira e per vendicare quell’incredibile affronto mandò il suo diabolico servo ad ucciderlo. Quella notte lo scorpione si intrufolò nella sua capanna attese il suo ritorno fino all’alba. Quando al mattino tornarono, dopo una lunga battuta di caccia, aspettò che il cacciatore ed il suo amico prendessero sonno per sferrare il suo attacco con il pungiglione avvelenato. Prima su Orione e poi su Sirio che si era svegliato ed aveva provato invano di salvare il suo padrone fino alla fine. Il quadro rappresenta proprio la «scena del delitto», è il momento dopo l’uccisione di Orione e prima della morte di Sirio. Centralmente c’è Orione stesso a terra in fin di vita, appoggiato a due specchi che ci permettono di vedere la figura da tre prospettive differenti. Alla sua destra c’è Sirio, che si vede dal riflesso mentre scende le scale correndo in soccorso. Quest’ultime in realtà si trovano difronte allo scorpione, che invece occupa la parte sinistra del quadro.